Pizzette…una vera passione

eh si a me piaccion proprio tanto!

Già, mia figlia probabilmente si trasformerà presto in una pizza o pizzetta. Comunque dato che per l'appunto ama molto le pizzette e che gli impasti lievitati sono una delle cose più simpatiche da fare con lei eccoci a produrne qualcuna. Per altro sono una merenda o spuntino ben più sano di quelli che si trovano confezionati sugli scaffali dei supermercati. Si conservano bene in freezer e si sconcelano in 5 minuti in forno, quindi sono una soluzione ideale per la merenda, ma anche una laternativa alla pasta per lei o perfette per la fame fuori orario di papà.

Innanzitutto prepariamo gli strumenti di lavoro e gli ingredienti. Avere tutto a portata di mano è fondamentale quando si cucina con l'aiuto di 2 manine, anche per non lasciare la belva sola in piedi sul suo sgabello.

 

Gli strumenti:

  • la planetaria per l'impasto (anche a mano se preferite, ma noi siamo pigri 😛 )
  • 2 scodelle
  • un pennello da cucina
  • la spianatoia di legno
  • Termometro da cucina (facoltativo, vedi sotto)

La spianatoia di legno non è fondamentale, un tavolo va benissimo, io preferisco usarla sempre per ragioni di pulizia e perchè toglie del tutto l'ansia che G. possa rigare/rovinare il piano di lavoro o il tavolo. Ah ed ovviamente lo sgabello della pulce per arrivare al piano di lavoro 😛

Beh noi abbiamo usato anche un termometro da cucina, ma è un po' da maniaci…

Si ma divertente, poi sto imparando a leggere i numeri…

 

 

 

 

Gli ingredienti:

  • 250g di farina 00
  • 250g di farina 0 "Manitoba"
  • 275g di Acqua
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva per l'impasto
  • 1/2 Bicchiere di Acqua
  • 1/2 Bicchiere di olio extra vergine di oliva
  • Una scodellina di passata di pomodoro
  • 150 g di mozzarella
  • 15g di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di sale

Papà perchè usiamo 2 farine diverse? Sembrano uguali

La Manitoba è una farina ad alto contenuto di glutine e migliora la lievitazione degli impasti. Praticamente il glutine in un impasto lievitato forma come una rete di elastici che permette all'impasto di aumentare di volume. Semplificando più glutine c'è più la farina si dice forte ovvero rende l'ipasto più elastico ed in grado di sopportare lunghe lievitazioni. E' un po' come un palloncino che si può gonfiare di più e restare gonfio per più tempo.

Più o meno ho capito

Per i "grandi": la forza della farina è generalmente espressa con un valore W-numero. Più quel numero è alto più la farina e forte. Purtroppo la maggior parte delle farine non si trova questa indicazione e allora come fare? Controllando nei valori nutrizionali della farina: più proteine ci sono, più la farina è forte. Ovviamente è un'approssimazione, ma è abbastabza attendibile. Inoltre la farina commercialmente chiamata Manitoba è in genere una farina molto forte (ho letto, ma non verificato che alcune sono con un valore W di circa 350).

Bene e adeso io cosa faccio?

beh puoi prendere il termometro ed accenderlo. Cosa indica?

due uno uno

Ok ci sono 21.1 gradi. Quindi dovremo prendere l'acqua a 24 gradi. la formuletta è semplice:

Tambiente + Tfarina + Tacqua = 66

Queste sono le temperature ideali, per ottenere una corretta temperatura dell'impasto finale (circa 24 gradi abbondanti dato che si scalderà un po' con la meccanica dell'impasto) come ottimo punto di partenza per la lievitazione lievitazione.

Misurata la temperatura dell'acqua (operazione che appassiona sempre molto G.) mettiamo la stessa nel contenitore della planetaria, G. ci scioglie il lievito di birra, aggiunge i cucchiai di olio (con un po' di aiuto per evitare disastri), aggiunge la farina e siamo pronti.

Il sale no vero? Si mette dopo che abbiamo impastato un po'

Esatto, lievito di birra e sale non vanno molto d'accordo. Azioniamo la planetaria con il gancio per impastare ed osserviamo rapiti il formarsi dell'impasto nelle sue varie fasi. Dopo circa 3 minuti G. aggiunge il sale e poi attendiamo che si formi una palla liscia ed elastica.

Ci siamo è il mio momento…mettila qui che la prendo a sberle

Già, adesso è il momento di dargli un po' di botte sulla spianatoia, in modo che si formi bene la maglia glutinica. L'impastatrice infatti fa un ottimo lavoro, ma un po' di shock e botte gli fanno comunque bene e poi G. si diverte. E adesso facciamo le pieghe (anche questo aiuta la lievitazion, ma ne parliamo un'altra volta), la rimettiamo nel contenitore della planetaria, copriamo e andiamo agiocare per un paio d'ore scarse (finchè non è raddoppiato di volume.

Adesso è pronto? Facciamo le pizzette?No, giochiamo ancora un po.Adesso è pronto? Facciamo le pizzette?No, giochiamo ancora un po.Adesso è pronto? Facciamo le pizzette?No, giochiamo ancora un po.Adesso è pronto? Facciamo le pizzette?No, giochiamo ancora un po.

 

Adesso è pronto? Facciamo le pizzette?

Si ci siamo. Metto sulla spianatoia e faccio palline regolari, che le manine di G. fanno diventare dei dischetti, magari con una tecnica non propio ortodossa, ma di sicuro divertente. Nel frattempo io emulsiono olio e acqua in parti uguali, agitando per parecchi secondi con vigore con una forchetta (o una piccola frusta). Hai visto G. questa in gergo si chiama "bagna per focaccia". 

 

Bella…ma è l'olio? sembra denso…

Si è un'emulsione (abbastanza stabile in queste proprozioni) con la quale i bimbi amano famigliarizzare…a loro sembra una magia vedere l'olio denso che scende dalla forchetta.

E adesso che cosa ce ne facciamo?

G. prende il pennello e spennella abbondantemente ogni pizzetta.Questa operazione serve a mantenerle morbide, focacciose. Insomma le pizzette del panettiere. Se vi fermate qui ed infornate vengono delle focacce. In questo caso meglio abbondare davvero tanto con la bagna. Fatto questo G cosparge ogni pizzetta con la passata di pomodoro ed aggiunge la mozzarella che io avevo tagliato a dadini in precedenza.

20 minuti in forno a 180 gradi e sono pronte da mangiare.

Da bere? Rigorosamente bollicine: birra o franciacorta per i grandi, una cola per i piccoli e acqua pe i piccolissimi 🙂

 

 

 

 

 

 

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