Angel cake

Partecipazione G.
😐 😐 😐 😐 😡

Rieccoci.

Rieccoci!

Finita l’estate, i suoi impegni ed i suoi pasticci, rieccoci ad affacciarci nella blog sfera. L’impegno è quello di restarci, e pubblicare la miriade di ricette che abbiamo fatto tutti e tre in questo periodo, di cui abbiamo foto e appunti, ma che non abbiamo ancora avuto tempo di pubblicare.

Tutti e tre?

Eh si, lo sai che da qualche mese anche mamma ha abbracciato questa nostra passione e, diciamocelo, ha un po’ cacciato a calci il papi dalla cucina

Ah beh, ma le mie manine ci sono sempre….

Si quelle non mancano mai, anche se non in tutte le ricette puoi aiutare tanto. Ed infatti questa è una ricetta fatta da mamma in cui tu hai dato un piccolo contributo nel pesare le uova, controllare il lavoro del kenwood ed ovviamente assaggiare il composto. Ma è una ricetta che pur essendo semplice è basata sugli albumi montati a neve, quindi un composto un poi’ delicato a cui non puoi certo aggiungere tu la farina…ci vuole un minimo di attenzione…

Beh ma sai che non hai ancora detto come si chiama…

Beh cominciamo a dire che è un ottimo dolce per recuperare gli albumi quando si usano tanti tuorli. Mi viene in mente per esempio il pan di spagna, che per altro un pochino assomiglia nel risultato finale. Tanto che qualcuno lo usa come pan di spagna bianco e leggero per certe preparazioni particolari.

UffaAAA…ma come si chiama?

Angel cake, ovvero torta degli angeli.

Come me…

Tu un angioletto? Beh più o meno…vai da mamma che cominciate vah

Gli strumenti:

  • Planetaria con frusta per montare
  • Una spatola
  • Una tortiera da ciambella/budino/angelcake in silicone.  (tipo questa o questa)
Gli ingredienti:

  • 5 g Cremor tartaro
  • 150 g Farina
  • 480 g di albumi (sono circa 12/13 uova) a temperatura ambiente
  • 1 pizzico di sale
  • 250 g di zucchero a velo

Ma perchè le uova non fredde?

Perché montano meglio. Ed infatti è questa la prima cosa che G. e mamma hanno fatto: messi gli albumi nella planetaria hanno iniziato a montarli e quando iniziavano a prendere consistenza hanno aggiunto il cremor tartaro e dopo qualche secondo lo zucchero a velo. G. ha aggiunto lo zucchero piano piano in tre volte.

A questo punto il suo lavoro è finito e si è messa a giocare con me, mentre mamma incorporava con una spatola la farina setacciata, mescolando con delicatezza dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Lo ha infine messo nella tortiera ed infornato a 180 gradi per 40 minuti. Ha poi fatto la prova dello stecchino (se esce bagnato è necessario cuocere ancora qualche minuto). Sformato immediatamente e messo a raffreddare su una griglia.

Lo abbiamo servito accompagnato da una marmellata di albicocca, ma anche una crema o uno zabaione ci stava benissimo.

Da bere? Un vino dolce non troppo forte, un malvasia o un moscato possono andare bene. Ha un sapore abbastanza neutro, quindi l’abbinamento dipende molto dalla crema di accompagnamento….con lo zabaione per esempio ci vuole qualcosa di più sostenuto, un passito per esempio.

A me è piaciuto molto, inutile dire che G. non lo ha nemmeno avvicinato…con l’estate va un po’ meglio in tema di sperimentazioni alimentari, ma solo sul salato…per i dolci siamo ancora un po’ sulla difensiva rispetto alle novità 🙂

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