pan carrè e la passione per i crostini dei bambini

Partecipazione G.
😡 😡 😡 😡 😡

Complice la passione della mamma per il salmone affumicato la piccola G. ha scoperto i crostini. Niente di più bello che poter usare il  tostapane e poi spalmarci sopra qualunque cosa le capiti a tiro. E di certo non potevamo far crescere una giovane cuoca abrustolendo del pan carrè industriale.

Ma io lo voglio…dai mi piacciono tanto i crostini

Questo lo so, e io non ho detto che non te li lascio fare e mangiare, tanto più che con quelli riusciamo a farti spalmare sopra qualunque cosa, perfino del pomodoro 🙂
Ho solo detto che invece di usare quello industriale, lo facciamo noi il pan carrè

Si dai lo faccio io….ma come si fa?

Beh è un pane in cassetta…con una ricetta piuttosto simile ai panini al latte. Andiamo in cucina

Gli strumenti:

  • planetaria con gancio per impastare
  • piccolo mixer con lame (facoltativo)
  • carta forno
  • può essere utile il mattarello
  • contenitore per pane in cassetta (o plum cake)
  • dopo è utile il tostapane, ma è buono anche così 🙂

 

Gli ingredienti:

  • 250 g manitoba
  • 250 g farina 00
  • 315 g di latte
  • 30 g di burro
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiaino abbondante di miele
  • lievito di birra fresco o secco (noi un panetto/bustina intera perché avevamo fretta, ma si può ridurre aumentando i tempi di lievitazione)

Intanto che io faccio intiepidire il latte sul fuoco e sciolgo il burro G. si occupa della lecitina di soia.

Ma cose’è? A cosa serve? Cosa ci devo fare?

Allora, una cosa per volta. La lecitina di soia è un estratto della soia molto usato come emulsionante (spesso la trovi sui prodotti industriali come E322). Noi la mettiamo nel pane perché rende più regolare l’alveolatura, lo rende più soffice e lo mantiene soffice più a lungo. Tutte cose indispensabili per il pan carrè. Quello che devi fare tu è renderla il più polverizzata possibile, dato che al super mercato si trova molto più facilmente in forma granulare che n polvere.

Quindi G. prende un piccolo mixer, ci mette dentro un cucchiaino da the di lecitina e due di zucchero e frulla il tutto. Lo zucchero aiuta molto in questa operazione, direi che è fondamentale.

Mettiamo nella planetaria il latte, la lecitina e tutti gli altri ingredienti (escluso il sale che aggiungiamo a metà impasto per non inibire l’azione del lievito), ed impastiamo con il gancio per impasti duri per qualche minuto. Ne risulta un impasto piuttosto morbido, ma non molle. Formiamo una palla ripiegando più volte verso l’interno l’impasto e mettendo le pieghe sotto lasciamo lievitare coperto per circa un’ora.

Quando l’impasto è triplicato, sgonfiamo la lievitazione su una spianatoia, formando un rettangolo, il cui lato corto è della stessa dimensione della teglia da plum cake che useremo per infornarlo.

 

 

 

A questo punto arrotoliamo su se stesso e formiamo un “salame” che trasferiamo immediatamente nello stampo rivestito di carta forno e lo lasciamo lievitare un’altra mezz’ora.

 

 

 

Cuociamo in forno a 200 gradi per 10 minuti e poi a 180 gradi per altri 20. Molto utile mettere nel forno insieme al pane un pentolino di acqua in ebollizione…a meno che siate dei fortunati possessori di un forno a vapore 🙂

Morbido e perfetto per essere tostato come crostino. La morte sua il salmone, ma anche la marmellata 🙂

Da bere….vedete voi, dipende da cosa ci mettete sopra 🙂

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