Strudel di verdura

Siamo ancora in vena di rivisitazioni salate di preparazioni più note come dolci. Beh in realtà in questo caso si tratta di una preparazione che nella sua terra di origine è molto usata sia in versione salata che dolce. In fondo si tratta di un involucro sottile di pasta neutra caraterizzata di fatto dal ripieno.

E quindi cosa facciamo? Sai che non ho capito

Cuciniamo uno strudel. E faremo la vera pasta strudel, non ho mai amato rivisitazioni con pasta sfoglia o peggio con pasta frolla. Trovo entrambe troppo invasive, mentre la vera pasta strudel è più leggera, più equilibrata, più neutra. Davvero solo uno scrigno per cuocere il ripieno nel forno.

Si ma com’è questa pasta strudel? Impastiamo? E io cosa faccio? E cosa ci mettiamo dentro?

Ah i bambini…Piano, piano. Una domanda per volta. Iniziamo con il dire che cos’è la pasta strudel. E’ una pasta molto semplice fatta solo con farina, un po’ d’acqua, un piccolo uovo e poco olio. Quindi molto leggera e con pochi grassi. Facile anche da fare ed impastare. L’unica vera difficoltà di questa pasta è tirarla sottile sottile, un velo. Pensa che a questo proposito c’è una vecchia storiella che si racconta(va) in altoadige quando le nonne e le mamme insegnavano ai bambini a fare lo strudel “di famiglia”. Questa storiella dice che la pasta da strudel va tirata così sottile che passandoci sotto una lettera d’amore deve essere possibile leggerne le parole.

Cos’è una lettera d’amore?

Di lettere d’amore riparliamo tra qualche anno, adesso andiamo a cucinare lo strudel 🙂

Facciamo uno strudel di verdure saltate, prendiamo gli strumenti.

Ma a me non piaccione le verdure…

Pazienza, le assaggerai solo…ma vedrai che ci divertiamo a farle, dai prendiamo l’attrezzatura.

Gli strumenti necessari (per la pasta):

  • Planetaria con il gancio per impastare
  • Spianatoia
  • Mattarello (+ mattarellino G.)
  • Carta forno
  • Teglia

Gli strumenti necessari (per il ripieno):

  • 1 Tagliere
  • 1 Coltello da verdure
  • 1 padella antiaderente (o più a seconda di come vi organizzate)

 

Gli igredienti (per la pasta):

  • 250 farina manitoba
  • 1 uovo (piccolo) + 1 per spennellare
  • 90 g di acqua circa
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio extra vergine
  • semi di papavero (facltativi)

Gli ingredienti (per il ripieno):

  • 400 g di melanzane
  • 300 g zucchine (solo verde)
  • 300 g di peperoni
  • 350 g carote
  • 300 g di funghi champignon

Inziamo con il fare la pasta. Mettiamo tutti gli ingredienti nella planetaria, avendo l’accortezza di non mettere tutta l’acqua, diciamo i 2/3. Verseremo  poi piano piano quanto basta del resto, fino ad ottenre un impasto simile a quello della pasta all’uovo, solo un po’ più morbido, che sia poi possibbile tirare agevolmente con il mattarello. Con un uovo picco 90 g sono perfetti, ma meglio comunque mettere l’acqua un po’ per volta.. Poi avvolgiamo nella pellicola e lasciamo riposare per 15/30 minuti

Deve lievitare?

No, non c’è lievito, non è un impasto lievitato.

Allora perchè abbiamo usato la farina che usiamo solo per il pane e la pizza

La manitoba? No qui serve per un’altro motivo. Per la sua capacità di assorbire liquidi e soprattutto perchè l’impasto risulta molto più elastico e sarà più facile farlo diventare sottile senza rompersi.
Intanto che parliamo, inizio a tagliare tutte le verdure a jullienne, avendo l’accortezza di tagliarle in modo molto regolare. Un’attenzione in più per le melanzane che sono le prime ad essere tagliate, ma le ultime ad essere cotte, perchè salate e lasciate a perdere acqua. Delle zucchine invece, che sono anch’esse piuttosto acquose, ho preso solo la parte verde, quindi negli ingredienti si intende  300 g della sola parte verde, scarto escluso. Salto tutte le verdure in padella separatamente, tenendole piuttosto al dente. Si fa il tutto con una sola padella: mentre si cuoce una verdura, si taglia la successiva.
L’operazione non è brevissima, quindi intrattengo G. dandole un pezzettino di pasta ed il suo piccolo mattarello. Si diverte un mondo a manipoalre la pasta, mentre una colonna sonora di canzoncine per bambini ci tengono compagnia.

Uffa hai finito? Quando facciamo lo strudel?

Si ho finito, adesso stai li ferma e buona che io tiro la pasta sottile sottile con il mattarello…mi raccomando, ci vuole un po’ di pazienza. Con quetse quantità vengono 3 strudel  da 40 cm. Bisogna quindi tagliare la pasta in 3 parti uguali e tirarla con il mattarello formando un rettangolo di circa 50×35 cm. Fatta questa operazione, G mi aiuta a distribuire le verdure al centro, uno strato per volta nell’ordine in cui sono state riportate tra gli ingredienti. Quindi spenneliamo insieme con l”uovo tutto intorno alle verdure, e chiudo prima con il lembo in basso e poi con quello in alto  sovrapponendolo al precedente. Infine chiudiamo insieme le due estremintà dello strudel ripiegandole verso l’interno. A questo punto prendo lo strudel e lo trasferisco sulla teglia da forno (o su un vassoio se lo si congela) capovolgendolo, in modo che la parte con i due lembi sovrapposti risulti sotto. Questo permetterà al doppio starto di pasta di assorbire un po’ dell’umidità in eccesso che le verdure perderanno in forno senza  rompersi. G. spennella con l’uovo e siam pronti pe la cottura. A volte completiamo mettendo sopra semi di papavero.
In forno a 180/190 gradi per 25/30 minuti, fino a che risulti di un bel colore dorato. Per evitare che si distrugg anel trasferimento lo lasciamo intiepidire sulla teglia di cottura.

Ma cosa ce ne facciamo di 3 strudel adesso?

Beh, ne mettiamo due su un vassoio in freezer invece che in forno . Quando poi sono congelati li trasferiamo nei sacchetti, come facciamo con la pasta fresca. Poi quando ci serve lo togliamo dal freezer e lo mettiamo direttamente in forno per 40/45 minuti ed il gioco è fatto. D’altra parte fare una quantità più bassa di pasta strudel è praticamente impossibile.

Noi lo abbiamo servito come antipasto insieme a questi bignè, ma può tranquillamente accompagnare altri antipasti caldi, o anche essere il contorno di un secondo.
L’abbinamento con il vino…beh dipende dal piatto che accompagna, più che da lui. Da solo lo accompagnerei con un lugana del garda o ache con un pinot bianco altoatesino per restare in tema.

Ovviamente G. non l’ha nemmeno assaggiato perchè a lei le verdure non piacciono…

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