Pizzoccheri (o quasi) con ragù di verdure invernali

😐 😐 😡 😡 😡

Forse avrete notato che nella barra laterale sono apparsi alcuni loghi di contests. Di contests in questo periodo ce ne sono in giro davvero un sacco, e non saranno certo questi gli unici a cui parteciperemo, ma per adesso partiamo da qui…anche perchè ai contest parteciperanno 2 mani (mie o di mia moglie) e 2 manine, e mettere insieme delle ricette interessanti per un contest che prevedano la partecipazione della pulce non è sempre semplicissimo.

Papà…ma mi spieghi ancora cosa sono questi contest?

Un contest è in pratica una gara di ricette tra blog: c’è un blogger che organizza la gara e decide il tema. Chi vuole può partecipare elaborando una ricetta mai pubblicata su quel tema, realizzandola, fotografandola e quindi pubblicandola sul suo blog. In questo modo si ottiene una raccolta di ricette su un certo tema collegate in qualche modo tra loro. Ed in genere c’è un premio per il vincitore….ma come sempre l’importante è partecipare

E quindi noi che ricetta facciamo?

Beh andiamo con ordine. Prima di tutto diciamo che questa ricetta partecipa a questo contest:

 

Il Contest perBene

Contest davvero particolare, perchè ha come scopo principale quello di sostenere il progetto ILLA for PeopleAPE Onlus per la sensibilizzazione ed informazione riguardo una malattia che purtroppo colpisce alcune donne, e che non è ancora molto conosciuta. Rimando ai link per una più puntuale spiegazione.

Veniamo a noi. Facciamo dei finti pizzoccheri con un finto ragù (un ragù di verdure)

Caspita, tutto finto? Ma cosa sono i pizzoccheri poi?

I pizzoccheri sono una pasta fatta in casa tipica della valtellina, fatti solo con acqua e farina di grano saraceno (e poca farina bianca), tagliati come tagliatelle spesse e corte. I nostri saranno un po’ più ricchi ed un po’ morbidi come sapore, perfetti per il ragù di verdure invernali che gioca sulle note amare dei vegetali di questa stagione

Beh io li faccio, ma non li mangio con tutte quelle verdure…amare poi?!?!

 

Gli strumenti:

  • Planetaria con gancio per impastare
  • Spianatoia
  • Mattarello (e mattarellino)
  • Coltello per tagliare i pizzoccheri
  • Spatolina sottile per far tagliare a G. i pizzoccheri

 

Gli ingredienti per i pizzoccheri (per 10 persone):

  • 400 g di farina 0 (volendo anche 1 o 2, o integrale)
  • 200 g di farina integrale di farro
  • 200 g di grano saraceno
  • 6 uova intere
  • 100 g circa di acqua
  • 1 cucchiaino di sale

Gli ingredienti per il ragù di verdure (per 6 persone):

  • 1 radicchio di treviso
  • 1 bieta
  • 3 carote
  • 5 carciofi (+1/2 limone + 1 o 2 bicchieri di acqua)
  • 1 porro (+5 g di farina di riso +100 g di acqua)
  • sale q.b.

 

Hi visto che bella la farina di grano saraceno?

Si bella…ha i puntini neri!

La ricetta si divide in due parti, come anche evidenziato dagli ingredienti. Nel fare i finti pizzoccheri G. aiuta moltissimo (da 5 orsetti), per il ragù di verdure quasi per niente, perchè di fatto è solo taglio e cottura. Quindi abbiamo fatto una media sui tre.

Per quanto riguarda il ragù, preferisco, come sempre  quando cuocio le verdure, procedere con cotture separate, perchè ognuna ha tempi diversi.
Taglio a julienne radicchio e bieta e le salto in padella con olio extravergine. Per le carote preferisco fare dei dadi di media misura e salto pure loro in padella.
I carciofi invece li pulisco fino ad ottenere solo il cuore, taglio in 4 spicchi e tolgo la “barba” interna, mettendoli poi in acqua acidulata con il limone. A questo punto li passo in un tegame con un po’ d’olio extravergine, e dopo pochi minuti aggiungo un po’ d’acqua; copro con un coperchio e lascio andare finchè non sono teneri, ovvero 20 minuti circa.
Il porro ci servirà invece come base per legare il sugo con la pasta: taglio a rondelle (anch un po’ di verde) e metto in padella con olio extravergine a rosolare per un paio di minuti. A questo punto aggiungo la farina di riso, che faccio tostare per trenta secondi e quindi aggiungo il bicchiere di acqua. Quando il porro è cotto (5 minuti) frullo il tutto con il frullatore ad immersione, aggiungendo olio a filo ed un goccio di acqua se serve per ottenere una crema piuttosto fluida. La crema sarà fluida, non liquida…la farina di riso aiuta parecchio in questo senso.

Tutto questo è stato fatto con largo anticipo e le verdure sono poi state conservate in frigorifero in contenitori separati (il porro già in crema). In questo modo ho avuto poi la tranquillità di dedicarmi a G. che preparava i pizzoccheri 🙂

Mettiamo tutti gli ingredienti nella planetaria e facciamo impastare. L’acqua si aggiunge piano piano (100g sono una dose indicativa abbastanza affidabile comunque) fino ad ottenere un impasto solo leggermente più morbido di quello della classica pasta all’uovo.

Quindi passiamo sulla spianatoia, cosparsa di farina di grano saraceno,e tiriamo con il mattarello delle striscie di pasta larghe circa 20 cm. Si può fare anche con la macchina per tirare la pasta, ma visto che deve rimanere piuttosto alta, secondo me si fa prima con il mattarello.
G. ne fa di più piccole con il suo mattarellino, impegnandosi a fondo e sbuffando come una inacidita massaia

Uff….che fatica…è un po’ troppo dura sai!

A questo punto tagliamo a metà le striscie, e dopo averle infarinate bene ne sovrapponiamo alcune. Quindi tagliamo (io con il coltello, G con una spatolina sottile) delle striscioline di pasta lunghe circa 10 cm e larghe 1…insomma dei pizzoccheri. Li mettiamo belli ordinati su vassoi di carta.

Infine cuociamo in abbondante acqua salata per 7/8 minuti e li saltiamo in una grande padella dove abbiamo riunito e scaldato tutte le verdure. I carciofi li aggiungiamo solo alla fine sui singoli piatti. Volendo una grattuggiata di parmigiano o di ricotta salata non ci stanno per niente male.

E con questo la ricetta è finita, con soli ingredienti permessi dal contest, e davvero molto molto gustosa e anche bella da impiattare.

Diciamo sottovoce, perchè ingredienti vietati dal contest, che G. li ha graditi con un ragù..normale…e che ci abbiamo bevuto in abbinamento un Pinot Nero dell’alto adige.

 

 

 

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