Pane di segale….con pasta madre in omaggio ;)

Partecipazione G.
😐 😡 😡 😡 😡

 Ma Genoveffa non la rinfreschiamo mai?

Beh diciamo di rado…ah scusate..Genoveffa è la nostra pasta madre. La maltrattiamo parecchio. Niente rinfreschi tutti i giorni come si legge in giro, ma nemmeno tutte le settimane. Genoveffa vive nel nostro frigorifero da ormai 2 anni e mezzo e viene rinfrescata ogni 15 gioni

Beh a volte 10…

Si dipende dalle esigenze…insomma quando decidiamo di fare il pane con la pasta madre. Come dicevamo in questo post, c’è un po’ di mito intorno alla pasta madre. Se è stata fatta bene all’inizio e dopo un mesetto in cui la dovete accudire con più attenzione…poi basta davvero poco per mantenerla viva e vegeta.

E se proprio non volete farla…o avete timori reverenziali nel farvi la vostra pasta madere…come dicevamo ieri su facebook noi aumenteremo prossimamente la frequenza dei rinfreschi e dato che non possiamo fare quintali di pane o focaccia…volentieri regaliamo un pezzo di Genoveffa

Ma perchè aumentiamo i rinfreschi?

Per darle ancora più forza…per preparala ai dolci natalizi 😉 Ma questa è un’altra storia….

Adesso intanto ecco la ricetta per il pane di segale che facciamo molto spesso e che piace molto alla mia mamma

Qunidi la mia nonna….

certo…dai andiamo a cucinare 🙂

 

Gli strumenti:

  • Planetaria con gancio per impastare (facoltativa)
  • Pietra refrattaria per forno (facoltativa)

 

 

 

Gli ingredienti:

  • 300 g pm
  • 280 g acqua
  • 500 g di farina di segale integrale
  • 12 g di sale
  • 30/50 g di semi di girasole (facoltativo)

Prendiamo la pasta madre e la rinfreschiamo. Ne prendiamo un pezzo da 300 g (200 basterebbero per la lievitazione, ma è per stemperare un attimino il sapore forte della segale che ne mettiamo un po’ di più). Il peso si intende di pasta madre appena rinfrescata.

Impastiamo con acqua e farina di segale (noi mettiamo anche semi di girasole che sono buoni e fanno bene) e lasciamo lievitare coperto fino a circa il raddoppio del volume. I tempi dipendono dalla forza di Genoveffa e dalla temperatura dell’ambiente di lievitazione. Alla nostra fortissima Genoveffa (chiusa in forno spento ma con la luce accesa) bastano meno di due ore.

A questo punto formiamo il filone e pratichiamo alcunio tagli. Lasciamo lievitare scoperto fino al raddoppio del volume (altre 2 ore e mezzas circa per noi)

Ma perchè adesso scoperto?

Così si forma una bella crosta croccante.

Inforniamo su una pietra refrattaria già calda leggermente ingfarinata per 45 minuti ed il pane preferito dell anonna è pronto!!

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